Posts filed under 'Il nostro programma'

Il programma approvato

PROGRAMMA PER LETTERE E FILOSOFIA

1) Mantenere gli appelli straordinari di aprile e novembre. Sembra che vogliano eliminarli dall’anno prossimo, o tra 2, in quanto la maggiore durata dei nuovi corsi (80 ore) sarebbe, secondo i prof., incompatibile con le due settimane di pausa. Vogliamo mantenere questi appelli chiedendo che le lezioni si svolgano anche nelle settimane di esame (cosa che, per diversi corsi, avviene già ora) o che la durata dei corsi resti inalterata;

2) migliorare la didattica (vedi il comunicato Il problema non è il 30, e tanto meno il ‘68);

3) semplificare la burocrazia (a partire dai piani di studio: solo norme utili e chiare).

PROGRAMMA GENERALE

1) Divulgazione delle analisi del precariato universitario (e non, in futuro) e lotta ad essi: (continua…)

Add comment Aprile 11, 2008

Il problema non è il 30, e tanto meno il ’68.

Sicuramente l’argomento emerso con la denuncia di Delle Piane, relativo alla facilità con la quale è possibile superare un esame a Lettere e Filosofia, corrisponde ad un problema attuale e visibile agli occhi di tutti, ma le esigenze reali degli studenti vanno anche al di là della semplice attribuzione di un 30 in luogo, magari, di un 27. Per evitare fraintendimenti e semplificazioni, vorremmo sottolineare il fatto che il problema inizia ben prima della mattinata di esame, un esame che si consuma individualmente in un arco di tempo che va dai tre minuti di orologio ai – molto rari – 20 minuti scarsi. Non è cercando la severità del giudizio che si ottiene la garanzia della conoscenza e dell’abilità nel muoversi all’interno di una disciplina, ma semmai nella interattività risiede la chance per un apprendimento concreto e durevole. Interattività che, ci insegnano la Francia, la Germania e l’Inghilterra, si ottiene “monitorando” la carriera studentesca, favorendone le capacità creative e riflessive.

Facciamo un esempio: nel corso di laurea in filosofia è assai raro che prima di affrontare il lavoro della tesi lo studente scriva tesine o relazioni da discutere in classe, ed è ancora più raro che i professori leggano con scrupolosità questi elaborati, magari consigliando lo stile di scrittura o il modo di argomentare. La conseguenza consiste in una sorta di analfabetismo di ritorno che non può non creare problemi nel momento in cui lo studente si appresta a scrivere la propria tesi triennale.

In Francia uno studente in filosofia, prima di lavorare alla tesi, ha già scritto e discusso di fronte al professore e agli altri studenti del suo corso almeno una quindicina di relazioni, migliorando praticamente mese dopo mese. Il risultato è che in questo modo si apprende il mestiere del filosofo, e i professori possono accorgersi del talento o comunque delle capacità di ogni singolo studente, assicurando così quella continuità e quello scambio culturali tra professore e studente che dovrebbero essere il fiore all’occhiello delle facoltà umanistiche.

Se durante il corso di laurea si rendono manifeste le qualità dello studente è allora auspicabile il 30, poiché indice di un coinvolgimento costante e profondo con le varie discipline, suffragato appunto dal lavoro di scrittura e di esposizione esibito ai professori. Questi ultimi dovrebbero allora preoccuparsi maggiormente del “vivaio” intellettuale che ha deciso di mettersi nelle loro mani, abbracciando l’ipotesi – o meglio la certezza – di conseguire una laurea priva di un valore sul mercato e nel mondo del lavoro.

Se si desidera che le facoltà umanistiche riacquistino la serietà che le contraddistingueva fino a quaranta anni fa dobbiamo comprendere che non è il 30 regalato il vero problema, ma piuttosto il mutismo intellettuale a cui sono costretti gli studenti, il cui unico ruolo – per altro assolutamente non obbligatorio – è quello di leggere libri e ascoltare docenti. E se pensiamo alla Francia capiamo anche che non è il ’68 da cui bisogna guardarsi, poiché oltralpe si impara degnamente il lavoro del filosofo, con le frasi di quel Maggio nel cuore.

1 comment Aprile 9, 2008

Obiettivi per Lettere e Filosofia

Obiettivi per Lettere e Filosofia (provvisori):

1) mantenere gli appelli straordinari di aprile e novembre. Forse li elimineranno dall’anno prossimo, o tra 2, in quanto la maggiore durata dei nuovi corsi (80 ore) sarebbe, secondo i prof., incompatibile con le due settimane di pausa. Vogliamo mantenere questi appelli chiedendo che le lezioni si svolgano anche nelle settimane di esame (cosa che, per diversi corsi, avviene già ora) o che la durata dei corsi resti inalterata;

2) poter discutere con i professori la scelta degli argomenti e dei libri dei moduli monografici e/o istituire seminari organizzati dagli studenti, magari invitando prof. esterni, o quantomeno avere un elenco di libri da cui scegliere per ogni corso.

(continua…)

4 comments Gennaio 27, 2008

Obiettivi generali

Siamo un gruppo di studenti universitari di Genova, per la maggioranza di Lettere e filosofia ma ci stiamo espandendo anche in altre facoltà. Stiamo creando un movimento apartitico (non apolitico!) e unitario tra le diverse realtà studentesche già presenti per avere una maggiore coordinazione (niente fusioni).

Obiettivi generali (provvisori, a breve saranno discussi e votati)

1) miglioramento della didattica (vedi altro post);

2) innalzamento del numero dei rappresentanti degli studenti nel senato accademico, teoricamente uno degli organi decisionali più importanti, dove possono esserci al massimo 5 studenti (a fronte del rettore e di 22 prof., di cui 11 presidi), chiediamo che in senato possa esserci uno studente per ogni facoltà (in tutto 11).

3) lotta al precariato universitario (e non, in futuro): chiediamo più fondi e come l’Andu (un’associazione di docenti universitari progressisti), chiediamo la <<cancellazione dell’attuale giungla di figure precarie>>, l’istituzione di un <<periodo pre-ruolo massimo di 3 anni>> e il bando nei prossimi anni di almeno 20.000 posti da ricercatore (il primo ruolo a tempo indeterminato nell’università; l’età media dei ricercatori in Italia è 45 anni);

4) lotta ai baronati di ogni colore politico attraverso la divulgazione dell’analisi della situazione attuale e la critica del nuovo regolamento dei concorsi di ricercatore in quanto consente la continuazione del sistema attuale di clientelismo e nepotismo.

Per questi ultimi punti ovviamente è necessaria una mobilitazione nazionale e pensiamo di realizzarla insieme ad altri movimenti.

Lottare per settori (quelli dei primi anni solo per una didattica migliore, quelli degli ultimi solo per concorsi seri etc) porta alla sconfitta.
Le battaglie si vincono insieme: chiediamo a tutti gli studenti di appoggiarci su ogni punto. Il futuro è nostro, riprendiamocelo ora!


Commenti, critiche e proposte sono molto graditi!

Per aderire e votare il programma: movstudentesco@libero.it

Add comment Gennaio 27, 2008


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