Posts filed under 'Baroni e concorsi universitari'
I baroncini di Lettere
Nella maggior parte dei corsi di studio della Facoltà di Lettere e Filosofia non basta essere “bravi” per vincere il concorso per accedere al dottorato (primo gradino dell’accademia). Bisogna quantomeno aver scritto la tesi con il tal professore e preferibilmente su un argomento e con modalità scelti da lui e per i concorsi da ricercatore la situazione è ancora peggiore.
Ora professori e rettori ci chiedono di protestare contro i tagli ai fondi per l’università ma nessuno di loro spende qualche parola contro le ingiustizie che avvengono quotidianamente.
Siamo stanchi di questo sistema: chiediamo dei veri concorsi, che le commissioni siano composte anche da professori e ricercatori di altre università, che i temi delle prove non possano essere uguali o simili a quelli delle tesi di laurea dei concorrenti e che sia incoraggiata la libertà di ricerca attraverso rapporti non clientelari tra professori e allievi.
Movimento Studentesco,
Humpty Dumpty
Add comment Settembre 30, 2008
Polemica sui ricercatori precari – L’università baronale e la cooptazione degli aspiranti ricercatori
Add comment Giugno 6, 2008
Lettera su Science
Segnaliamo la pubblicazione su Science di una lettera aperta, firmata da 776 ricercatori italiani, sulla situazione universitaria italiana tra precariato e baronati.
Add comment Marzo 27, 2008
Università di Milano – Concorsi truccati per favorire giovani di gruppi cattolici
Add comment Marzo 13, 2008
1969-2008
<<L’Università è l’ultimo feudo che trascina la sua esistenza come un relitto storico, un feudo assolutamente ed arbitrariamente dominato da nuclei di novelli baroni. Si distribuiscono cattedre e, quando non bastano, si creano al solo scopo di favorire il neo-privilegiato, mediante il frazionamento dannoso o inutile di altri corsi, ovvero si distribuiscono assistentati o laute borse di studio, in un nepotismo tanto evidente che potrebbe essere anche valutato alla luce della norma penale che punisce lo sfruttamento della funzione per interessi privati.>>
Aldo Cavallari, dichiarazione emessa da Procuratore Generale della Corte d’Appello di Messina durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il 3 gennaio 1969.
Add comment Marzo 9, 2008
Dibattito!
Domani, alle ore 17, nella facoltà di lettere e filosofia (Via Balbi 4 – aula N) si terrà un dibattito sui seguenti temi: laicità, concorsi universitari pilotati e legge 194.
Dalle 22 in poi festa universitaria, sempre a Balbi 4!
Organizzatore dell’evento è il collettivo Humpty Dumpty.
Add comment Marzo 6, 2008
I concorsi universitari in Italia
Come funzionano: probabili favoritismi e 5 esempi di nostri prof. – ricercatori.
http://digilander.libero.it/MovimentoStudentesco/I%20concorsi%20universitari%20in%20Italia.doc
short version:
http://digilander.libero.it/MovimentoStudentesco/concorsi_short.doc
Potreste dire che la cosa riguarda solo chi è interessato alla carriera accademica.
Noi pensiamo che dovremmo mobilitarci tutti su questo tema perché:
1) guardate come funzionano i concorsi e vedrete che la preparazione dei docenti non è assicurata da tale meccanismo;
2) coloro che sono dentro l’università e che vorrebbero cambiare le norme sono ricattabili nel caso siano precari (il 52% dei lavoratori dell’università sono precari);
3) beh un po’ di solidarietà non fa mai male! Pronti a ricambiarla! 
4 comments Febbraio 26, 2008
Web vs Baroni
Parte da Internet il movimento contro gli atenei dei privilegi e del nepotismo
Siti e blog di studenti e professori per provare a voltare pagina. Università, il crepuscolo dei baroni.
di Davide Carlucci
NON riesce proprio a farsene una ragione, l’oncologo Massimo Federico. “E’ come se un calciatore avesse vinto la coppa Davis”, dice. A Modena è accaduto di recente un fatto assai curioso: un professore associato in dermatologia è diventato ordinario in una prova bandita dal corso di laurea in odontoiatria. L’idoneo ha 36 anni e si chiama Giovanni Pellacani. E’ il figlio del rettore, Giancarlo Pellacani (che ha anche un altro figlio docente a Giurisprudenza). Durante la seduta per la chiamata, tre professori hanno votato contro. Uno di questi è l’ex preside della facoltà di Medicina, Maurizio Ponz de Leon: “Non si è mai verificato, almeno negli ultimi trent’anni di storia della nostra facoltà, che un ricercatore riuscisse a diventare ordinario in soli 6 anni e 4 mesi dalla nomina a ricercatore. Certo, potrebbe avvenire per meriti eccezionali. Ma, come visto dall’esame del curriculum, questi meriti non esistono”.
Il docente insegna da sei anni, ha un’esperienza all’estero di soli due mesi e i suoi punti di Impact factor (il riscontro dell’attività di ricerca nelle pubblicazioni scientifiche), riguardano solo la dermatologia: non il Med50, il settore, cioè, per il quale ha vinto il concorso. Altra stranezza: “Il concorso non ha visto la partecipazione di nessuno degli associati e dei ricercatori della nostra facoltà”. Federico dal canto suo fa osservare che “in Italia esistono 26 professori associati” di quel settore ma nessuno ha fatto domanda. E aggiunge: “Data la delicatezza della decisione, trattandosi di un procedimento che riguarda il rettore, chiedo che la votazione avvenga dopo che la facoltà sia stata edotta delle conseguenze di una chiamata che potrebbe rientrare nel campo della presunzione di nepotismo”.
Federico chiede informazioni su dodici punti e qualche settimana dopo, non ottenendo risposte, denuncia tutto alla Procura. Da allora sta perdendo ogni incarico: dalla presidenza della commissione contratti e contenzioso alla direzione della scuola di oncologia. Una convenzione con l’Istituto superiore di sanità, che ha promesso 148mila euro all’università per le ricerche da lui coordinate, è bloccata. E persino nel giornalino dell’università si evita accuratamente di parlare della pur prolifica attività di Federico e dei suoi collaboratori. Il professore, però, non molla. E pochi giorni fa è tornato a chiedere le dimissioni del rettore.
Il magnifico, dal canto suo, reagisce: ha querelato il professore ribelle, che aveva illustrato, in un incontro pubblico, le analogie tra le sue ricerche sulle sindromi familiari e “l’albero genealogico della famiglia Pellacani”.
Quello di Modena è solo uno dei tanti fronti caldi della protesta contro i presunti casi di nepotismo nelle università.
5 comments Febbraio 12, 2008
Critica del nuovo regolamento per i concorsi di ricercatore
http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Notizie/2007/
Regolamento_concorso_ricercatori.pdf
Critichiamo questo regolamento perché:
1) la commissione estratta a sorte per la valutazione delle pubblicazioni dei candidati è aggirabile (potrebbe averle scritte mio cugino, intanto su quelle non sarò esaminano oralmente, a parte almeno una a mia scelta);
5 comments Gennaio 27, 2008