Archive for Aprile 2008

Risposta all’intervista “Genova e il Sessantotto”

http://www.mentelocale.it/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_20418

Spett. Redazione,

abbiamo letto l’articolo e l’intervista “Genova e il Sessantotto” relativi al libro che sarà presentato lunedì.

Vorremmo rispondere che i diritti oggi sono da ristabilire dato che negli ultimi trent’anni una grandissima parte delle conquiste dei lavoratori sono state negate. Questo anche grazie a certi ex sessantottini che sono soliti riempirsi la bocca di grandi parole ma che poi nei fatti hanno tradito lo spirito del ‘68.

Oggi l’età media dei ricercatori universitari (il primo ruolo a tempo indeterminato nell’università) è di 47 anni e Genova detiene il record negativo in Italia con una media ancora più alta. I baronati imperversano dovunque, quasi inattaccabili: i recenti casi dei test di ingresso a Medicina e di compravendita di esami e lauree sono solo la punta dell’iceberg. Quasi ovunque per vincere un concorso dal dottorato in poi (o una borsa di studio o un assegno di ricerca) bisogna essere sudditi del proprio maestro e guai a pensare diversamente da lui.

La situazione generale del mondo del lavoro è invece chiara a tutti: salari da fame, spezzettamento delle aziende per dividere i lavoratori, precariato imperante ed escamotage degli imprenditori per svincolarsi dal limite dei 36 mesi come durata massima dei contratti a tempo determinato.

Altro che mancanza di padri a cui ribellarsi! Se oggi fatichiamo a trovare le forze per farlo è perché da un lato siamo illusi da una falsa tolleranza e dall’altro siamo timorosi di perdere quel pochissimo che ci resta (una collaborazione gratuita in condizioni di sfruttamento è pur sempre qualcosa che va in curriculum). L’unica strada percorribile è quella di ritrovare l’unità prima che sia troppo tardi, per questo stiamo lavorando insieme per un’alleanza con i lavoratori.

Distinti saluti.

Genova, 26/04/2008

Movimento Studentesco di Genova

Feedback – Collettivo di Scienze Politiche

Comitato Studentesco

Collettivo Universitario Humpty Dumpty

Add comment Aprile 27, 2008

Il programma approvato

PROGRAMMA PER LETTERE E FILOSOFIA

1) Mantenere gli appelli straordinari di aprile e novembre. Sembra che vogliano eliminarli dall’anno prossimo, o tra 2, in quanto la maggiore durata dei nuovi corsi (80 ore) sarebbe, secondo i prof., incompatibile con le due settimane di pausa. Vogliamo mantenere questi appelli chiedendo che le lezioni si svolgano anche nelle settimane di esame (cosa che, per diversi corsi, avviene già ora) o che la durata dei corsi resti inalterata;

2) migliorare la didattica (vedi il comunicato Il problema non è il 30, e tanto meno il ‘68);

3) semplificare la burocrazia (a partire dai piani di studio: solo norme utili e chiare).

PROGRAMMA GENERALE

1) Divulgazione delle analisi del precariato universitario (e non, in futuro) e lotta ad essi: (continua…)

Add comment Aprile 11, 2008

Il problema non è il 30, e tanto meno il ’68.

Sicuramente l’argomento emerso con la denuncia di Delle Piane, relativo alla facilità con la quale è possibile superare un esame a Lettere e Filosofia, corrisponde ad un problema attuale e visibile agli occhi di tutti, ma le esigenze reali degli studenti vanno anche al di là della semplice attribuzione di un 30 in luogo, magari, di un 27. Per evitare fraintendimenti e semplificazioni, vorremmo sottolineare il fatto che il problema inizia ben prima della mattinata di esame, un esame che si consuma individualmente in un arco di tempo che va dai tre minuti di orologio ai – molto rari – 20 minuti scarsi. Non è cercando la severità del giudizio che si ottiene la garanzia della conoscenza e dell’abilità nel muoversi all’interno di una disciplina, ma semmai nella interattività risiede la chance per un apprendimento concreto e durevole. Interattività che, ci insegnano la Francia, la Germania e l’Inghilterra, si ottiene “monitorando” la carriera studentesca, favorendone le capacità creative e riflessive.

Facciamo un esempio: nel corso di laurea in filosofia è assai raro che prima di affrontare il lavoro della tesi lo studente scriva tesine o relazioni da discutere in classe, ed è ancora più raro che i professori leggano con scrupolosità questi elaborati, magari consigliando lo stile di scrittura o il modo di argomentare. La conseguenza consiste in una sorta di analfabetismo di ritorno che non può non creare problemi nel momento in cui lo studente si appresta a scrivere la propria tesi triennale.

In Francia uno studente in filosofia, prima di lavorare alla tesi, ha già scritto e discusso di fronte al professore e agli altri studenti del suo corso almeno una quindicina di relazioni, migliorando praticamente mese dopo mese. Il risultato è che in questo modo si apprende il mestiere del filosofo, e i professori possono accorgersi del talento o comunque delle capacità di ogni singolo studente, assicurando così quella continuità e quello scambio culturali tra professore e studente che dovrebbero essere il fiore all’occhiello delle facoltà umanistiche.

Se durante il corso di laurea si rendono manifeste le qualità dello studente è allora auspicabile il 30, poiché indice di un coinvolgimento costante e profondo con le varie discipline, suffragato appunto dal lavoro di scrittura e di esposizione esibito ai professori. Questi ultimi dovrebbero allora preoccuparsi maggiormente del “vivaio” intellettuale che ha deciso di mettersi nelle loro mani, abbracciando l’ipotesi – o meglio la certezza – di conseguire una laurea priva di un valore sul mercato e nel mondo del lavoro.

Se si desidera che le facoltà umanistiche riacquistino la serietà che le contraddistingueva fino a quaranta anni fa dobbiamo comprendere che non è il 30 regalato il vero problema, ma piuttosto il mutismo intellettuale a cui sono costretti gli studenti, il cui unico ruolo – per altro assolutamente non obbligatorio – è quello di leggere libri e ascoltare docenti. E se pensiamo alla Francia capiamo anche che non è il ’68 da cui bisogna guardarsi, poiché oltralpe si impara degnamente il lavoro del filosofo, con le frasi di quel Maggio nel cuore.

1 comment Aprile 9, 2008

Discutere con i prof. gli argomenti e/o i libri dei corsi?

Cosa ne pensate?

LINK AL FORUM DI LETTERE E FILOSOFIA    ove troverete i dettagli della nostra proposta

Add comment Aprile 2, 2008


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